Primula marginata
- Endemica
Questa primula è subendemica delle Alpi sud-occidentali, ovvero non completamente esclusiva, in quanto la troviamo con alcune stazioni anche in Emilia, sull’Appennino settentrionale. La Primula marginata è pianta che preferisce gli ambienti rupicoli, rocciosi e detritici, in particolare calcarei, tra i 900 e i 2.900 metri di quota. È specie non presente nel Parco Nazionale.
Pianta perenne, presenta caratteristiche foglie di consistenza carnosa e con bordo dentellato, spesso di un colore bianco-argenteo che si può trovare anche su tutta la foglia. Questa colorazione delle foglie è all’origine del nome comune di impolverata, ed è composta da secrezioni calcaree che sono il risultato dell’espulsione da parte della pianta del carbonato di calcio in eccesso.
I fiori, purpureo-violetti e di grandi dimensioni rispetto al fusto che li porta, sono riuniti in ombrelle erette, composte dai 2 agli 8 fiori. La Primula marginata si distingue facilmente dalle altre primule a fiore rosso, per le foglie orlate di bianco.
È specie che vede, nelle popolazioni naturali, la coesistenza in quasi egual numero di individui a stilo breve e individui a stilo lungo (eterostilia) per favorire l’impollinazione incrociata.
Il genere Primula è composto da molte specie ad alto valore nettarifero. Ma, a causa del condotto della corolla allungato, solo le specie di insetti provviste di una lunga spirotromba (l’apparato succhiatore degli insetti) come i bombi e le farfalle, sono idonee come insetti impollinatori delle primule. Le api usano comunque uno stratagemma per raggiungere il nettare: dall'esterno incidono un forellino nel condotto della corolla.