Chenopodium bonus-henricus
- Officinale
Comunemente conosciuto come spinacio selvatico o farinello Buon-Enrico, è specie assai comune in tutto il territorio italiano. Conosciuta specialmente presso le popolazioni montane per le sue qualità alimentari, possiede anche proprietà medicinali. Contenendo molto ferro, sali minerali e vitamine, è un ottimo rimineralizzante e ricostituente. Di converso, come gli spinaci (appartenenti alla stessa famiglia), contiene molti ossalati solubili, i quali sono irritanti e dannosi per coloro che soffrono di calcoli renali, artrite e reumatismi.
E’ pianta erbacea, perenne, alta 30-60 cm. Le foglie sono grandi, triangolari-astate, verdi scure sulla pagina superiore, invece più chiare e farinose sulla pagina inferiore. L’infiorescenza è una spiga terminale eretta, fogliosa alla base, composta da fiori verdastri molto piccoli. E’ pianta nitrofila, che tollera cioè forti concentrazioni di composti azotati nel terreno, come i terreni di pascolo o vicino a stalle. Per questo la ritroviamo soprattutto presso malghe e luoghi incolti, da 500 fino a oltre i 2000 metri di altitudine.
Il nome del genere deriva dal greco chenós (oca) e podós (piede) per la somiglianza delle foglie alle zampe dell’oca. Il nome specifico deriva invece dal re francese Enrico IV, protettore dei botanici, che promosse l’uso alimentare di questa pianta durante il suo regno.


