Cypripedium calceolus
- Italiana
Probabilmente una delle più belle e conosciute orchidee della flora europea, la scarpetta di Venere, questo il suo nome comune, è assai rara in Italia, presente con poche stazioni fortemente localizzate sull’arco alpino e in Abruzzo. Vista la sua rarità e data la raccolta indiscriminata di cui è stata oggetto, viene tutelata da leggi e convenzioni internazionali.
Ha fusti eretti, finemente pubescenti, foglie ovato-lanceolate con apice acuto e nervature evidenti. I fiori, inconfondibili, hanno tepali e sepali di colore bruno-violaceo, allungati e patenti, quello superiore, ovale, è arcuato in avanti; il labello, giallo, urceolato e rigonfio simile ad una pantofola, risulta essere spesso una trappola per gli insetti pronubi, in quanto questi possono uscirne solo dalle aperture basali, obbligati dunque a strisciare contro gli organi riproduttivi, sporcandosi così del polline oleoso.
Come tutte le Orchidee, anche C. calceolus è in grado di riprodurre nuovi individui, geneticamente identici alla pianta madre, con la moltiplicazione vegetativa, ovvero la divisione degli organi sotterranei della pianta (rizomi). Molto più “complicata” è invece la riproduzione attraverso la germinazione dei piccolissimi semi che avviene solo grazie alla presenza di particolari microfunghi che si inseriscono nel seme fornendogli le sostanze nutritive per germogliare (simbiosi micorrizica).

